Il 2011 è cominciato sotto i migliori auspici con il voto del Parlamento Europeo a favore della Direttiva UE sui diritti dei malati riguardo l’assistenza sanitaria transfrontaliera. La legge riguarda l’applicazione dei diritti dei malati nell’assistenza sanitaria transfrontaliera e cerca di eliminare gli ostacoli che impediscono agli stessi di cercare cure in altri Paesi dell’Unione Europea. Questo è fondamentale per quei malati che non riescono ad ottenere una diagnosi nel proprio Paese o che vogliono accedere ad un centro di eccellenza situato in un’altra nazione.
In una dichiarazione, John Dalli, Commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori, ha affermato che la Direttiva “aiuterà i pazienti che necessitano di cure specialistiche come, ad esempio, coloro che sono alla ricerca di una diagnosi o trattamento per le malattie rare” e ha continuato col dire che “alcune malattie rare non sono neanche riconosciute in alcuni Paesi, per non parlare di come vengono curate... i Paesi più piccoli spesso non sono in grado di offrire gli stessi servizi sanitari delle nazioni più grandi.”
I pazienti che cercano assistenza sanitaria in un altro Paese che implica un pernottamento in ospedale o che è altamente specializzata e costosa, devono richiedere il permesso alle proprie autorità sanitarie nazionali per poter accedere ai rimborsi. “Tuttavia la grande novità contenuta in questa Direttiva è che l’autorizzazione non può essere più negata o posticipata indefinitamente,” spiega Flaminia Macchia, responsabile degli affari pubblici europei presso EURORDIS. “La buona notizia è che non sarà più negato lo spostamento in un altro Paese per la cura delle malattie rare.”
Un altro progresso contenuto nella Direttiva è la definizione chiara delle regole e delle procedure per ottenere il rimborso. Devono essere istituiti in tutti gli Stati dell’UE dei centri di informazione che offrano ai pazienti dati sui trattamenti, sui centri disponibili e sulle procedure di rimborso in tutta Europa.
La relatrice del parlamento europeo sulla Direttiva, l’europarlamentare francese Françoise Grossetête, ha affermato che l’obiettivo della direttiva è quello di chiarire e semplificare le norme e le procedure e di fornire un’informazione migliore sui diritti dei malati.
Alla Direttiva, che è stata oggetto di intense discussioni negli ultimi tre anni ed è stata modificata più volte, sono state aggiunte disposizioni particolarmente importanti per coloro che soffrono di una malattia rara e complessa.
Il testo finale fa più volte riferimento alle malattie rare e comprende la definizione europea di malattia rara, che è di per sé un consolidamento della politica europea su queste patologie. Inoltre, l’articolo 12 della Direttiva recita “La Commissione assisterà gli Stati Membri nello sviluppo di network europei di riferimento tra gli operatori sanitari e i centri di eccellenza negli Stati Membri, in particolare nel campo delle malattie rare”.
“Siamo felici di constatare che i concetti di malattie rare e network europei di riferimento appaiano nel testo finale”, afferma Flaminia Macchia. “La Direttiva si aggiunge alla crescente lista di leggi che tengono in considerazione i bisogni specifici delle persone affette da malattie rare. Questo ci offre una solida base legislativa per giustificare la spesa pubblica europea nel campo delle malattie rare come parte del terzo programma europeo di sanità pubblica.”
Sebbene la Direttiva sia accettata positivamente da tutti, alcuni sono preoccupati dalla possibilità che questa possa favorire una sorta di “turismo sanitario” tra le persone in cerca di servizi sanitari meno costosi all’estero. Grossetête ammette che le nuove regole possono favorire coloro che vivono in prossimità dei confini nazionali per i quali sarà più semplice ed economico farsi curare nel Paese vicino. Tuttavia, “spero anche che ne possano beneficiare anche altre persone non attualmente in grado di farsi curare nel proprio Paese”, dichiara Grossetête. Secondo le statistiche dell’Unione Europea, la domanda di assistenza sanitaria transfrontaliera riguarda solo circa l’1% della spesa pubblica sanitaria, mentre secondo un sondaggio EurordisCare il 2% delle famiglie è alla ricerca di una diagnosi all’estero.
“Abbiamo lottato per una legge che sia centrata sul paziente” , ha dichiarato Grossetête. “fino ad ora abbiamo avuto un regolamento che si è occupato del rimborso per quei cittadini europei che, durante un viaggio in un altro stato dell’Unione Europea, incorrevano in un’emergenza medica. Questa Direttiva riguarda gli interventi medici programmati e mira ad aiutare i malati ad ottenere le migliori cure disponibili in tutta Europa.”
La legge ha bisogno dell’approvazione formale da parte del Consiglio dei Ministri prima di essere completamente operativa. Una volta che il Consiglio dei Ministri l’avrà adottata formalmente, la decisione è attesa in aprile, gli Stati membri avranno 30 mesi di tempo per adeguare la legislazione nazionale e conformarsi alla Direttiva Europea.
Leggi il testo completo della Direttiva europea sui diritti dei pazienti all’assistenza sanitaria transfrontaliera
Consulta la dichiarazione di John Dalli
Consulta il servizio stampa del Parlamento Europeo
Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta nell’edizione di Aprile 2011 della newsletter di EURORDIS
Autore: Paloma Tejada
Traduttrice: Roberta Ruotolo
Fotos: © European Union, 2011