A novembre 2010, la Commissione Europea ha adottato una strategia che mira a migliorare la situazione degli 80 milioni di cittadini europei che si stima essere affetti da una disabilità. La strategia europea sulla disabilità 2010-2020: un rinnovato impegno per un’Europa senza barriere, si pone l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli che impediscono ai disabili di partecipare in pieno alla vita sociale, alla pari degli altri cittadini.
“Questa strategia evidenzia che la disabilità rappresenta, per l’Unione Europea, una questione di diritti umani e una questione giuridica”, afferma Silvio Grieco, dell’Unità Diritti dei Disabili della Direzione Generale europea della Giustizia. “Le persone affette da malattie rare devono sapere che l’Unione Europea riconosce i loro diritti ad avere pieno accesso al sistema sanitario, all’educazione, al lavoro, ai beni e ai servizi alla pari degli altri cittadini e, nell’ambito delle sue competenze, si impegnerà a promuovere questi diritti in tutte le azioni politiche e iniziative europee rilevanti”.
“I malati che soffrono in maniera più o meno evidente di una disabilità sono, naturalmente, interessati da questa strategia e accettano di buon grado il forte impegno dell’Unione Europea in tale ambito”, afferma Flaminia Macchia, responsabile degli affari pubblici europei presso EURORDIS. “L’adozione di una tale strategia ad ampio raggio è un segno che l’Unione Europea sta affrontando questo argomento seriamente dandogli il peso politico che merita. Siamo inoltre soddisfatti che rientri nelle competenze della Direzione Generale europea della Giustizia, perché questo significa che i diritti dei disabili sono considerati come diritti umani fondamentali. Inoltre, il passaggio dalla Direzione Generale per l’Impiego a quello della Giustizia sta a significare che la strategia dell’Unione Europea andrà oltre le questioni relative al lavoro, andando a comprendere una più ampia gamma di azioni che garantiscono ai disabili di essere considerati e di partecipare a tutti gli aspetti della vita della società”.
In particolare, questa strategia mira ad abbattere le barriere in ambiti come l’accessibilità, il lavoro, la sanità, l’educazione e l’emarginazione sociale. L’Unione Europea sosterrà delle politiche che consentiranno ai disabili di accedere più facilmente a determinati contesti, come servizi e ultime tecnologie quali internet. Ad esempio, solo il 5% dei siti web pubblici rispondono pienamente agli standard di accessibilità.
Un altro aspetto importante riguarda l’educazione. La Commissione Europea ha dichiarato il proprio sostegno per offrire ai bambini disabili le stesse opportunità di educazione, apprendimento e formazione degli adulti disabili.
Migliorare le opportunità di lavoro e assicurare che i disabili non siano emarginati socialmente e non cadano nella trappola della povertà, sono altri aspetti importanti che l’Unione Europea cercherà di affrontare.
“Le persone affette da malattie rare trarranno vantaggio da tutte le azioni che intraprenderà l’Unione Europea. Ovviamente, di maggiore rilevanza saranno le azioni nel campo della sanità, come il supporto agli sviluppi di piani di azione negli stati membri per migliorare l’accesso al sistema sanitario”, afferma Silvio Grieco.
Infatti, questa strategia afferma come “i disabili spesso hanno un accesso limitato ai servizi sanitari, comprese le cure mediche di routine, che comporta disuguaglianze sanitarie indipendentemente dalla propria disabilità”. Inoltre prevede il supporto alle iniziative nazionali per l’erogazione di servizi sanitari e infrastrutture accessibili e non discriminanti, la sensibilizzazione delle scuole di medicina e dei professionisti del settore sul problema della disabilità, la possibilità di offrire adeguata riabilitazione e supporto sanitario di natura psicologica.
Inoltre la Commissione sta cercando di attuare azioni specifiche a livello europeo. Ad esempio, fare in modo che la carta d’invalidità e i permessi di parcheggio siano validi ed utilizzabili in tutta l’Unione Europea e non solo nei singoli stati.
“Gli sforzi stanno andando nella direzione giusta e gli strumenti utilizzati sono quelli adatti”, afferma Flaminia Macchia. “In particolare, fa piacere sentire che l’obiettivo generale è di rafforzare i disabili garantendo i loro diritti. Un obiettivo per il quale EURORDIS e altre organizzazioni di malati stanno lottando da tanti anni”.
La Strategia Europea sulla Disabilità è stata presentata durante il Simposio Europeo della Giornata delle Malattie Rare 2011 a Bruxelles, focalizzato sul tema delle ineguaglianze sanitarie. “E’ un buon momento per la comunità delle malattie rare e la nuova strategia sulla disabilità si inserisce perfettamente con le altre iniziative dell’Unione Europea come la Direttiva UE sull’Assistenza Sanitaria trans-frontaliera e l’Iniziativa UE Solidarietà nella Sanità”, afferma Flaminia Macchia. “Tutti questi programmi sono collegati tra loro perché riguardano aspetti differenti dello stesso problema. Una delle conclusioni del simposio è stata che i network europei di riferimento degli esperti delle malattie rare, inclusi nella direttiva trans-frontaliera, contribuiranno a ridurre le disuguaglianze sanitarie, alleviando cosi le conseguenze delle invalidità”.
Per saperne di più:
Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Disabili
Comunicazione della Commissione sull’Uguaglianza di Opportunità per i Disabili (1996)
Direttiva Europea sulle Uguaglianze nel Lavoro e nell’Occupazione (2000)
2003: Anno dei Disabili (Forum Europeo sulla Disabilità)
Piano Europeo sulla Disabilità (2003-2010)
Direttiva sull’Assistenza Sanitaria trans-frontaliera
Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta nell’edizione di Marzo 2011 della newsletter di EURORDIS
Autore: Paloma Tejada
Traduttrice: Roberta Ruotolo
Fotos: © European Union, 2011 & European disability forum