Ricorre quest’anno il 10° Anniversario dell’Adozione del Regolamento sui Farmaci Orfani in Europa

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Quest’anno ricorre il 10° anniversario dell’adozione del Regolamento europeo sui farmaci orfani, un’opportunità per riflettere sull’esperienza acquisita e le sfide future.

 

 "In generale il Regolamento può essere considerato un successo in quanto ha portato alla commercializzazione di prodotti medicinali specifici per le malattie rare che in passato erano considerate incurabili, trasformando la vita dei malati e migliorandone la qualità e le possibilità di sopravvivenza”, afferma Lesley Greene, ex presidente di EURORDIS e attuale componente del Comitato per i medicinali orfani (COMP).

 

Il Regolamento ha contribuito a promuovere la ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione dei farmaci orfani in Europa. Sin dalla sua adozione, oltre 1.000 richieste di designazione di farmaco orfano sono state esaminate e il numero di nuove domande cresce ogni anno. Nell’arco di 10 anni, 728 medicinali sono stati designati come 'farmaci orfani' e 60 hanno ricevuto l'autorizzazione alla commercializzazione e circa 2.5-2.6 milioni di pazienti ne hanno tratto beneficio. La tendenza consolidata indica che nei prossimi 5-10 anni una media di 10 nuovi medicinali orfani all’anno saranno approvati per la commercializzazione nell’Unione Europea.

Quali sono i prodotti che ricevono la designazione di orfani? La maggior parte sono indicati per il trattamento dei tumori rari (46%), le malattie metaboliche (10%), le malattie cardiovascolari e respiratorie (9%), per citare alcune aree terapeutiche. In termini di prevalenza, oltre la metà delle designazioni sono dedicate a quelle condizioni che colpiscono tra 1-3/10.000 persone nella popolazione, il che è molto al di sotto del limite per la definizione epidemiologica delle malattie rare (5/10.000), quindi possono potenzialmente rispondere ai bisogni di molte patologie rare. "Si potrebbe dire che il Regolamento ha fatto progredire la ricerca sulle malattie rare e molto rare, comportando non solo lo sviluppo di potenziali trattamenti in queste aree, ma anche nuove conoscenze sulle cause e possibili terapie di prevenzione sia per le condizioni meno rare che per quelle comuni", spiega Lesley Greene

 

Infatti, il Regolamento sui farmaci orfani ha favorito l'innovazione. Nel corso degli anni è stato osservato un costante aumento dei medicinali per le terapie avanzate, come quelle cellulari, geniche e prodotti a base di tessuti, raggiungendo ora il 7% di tutti i prodotti designati. Complessivamente, circa il 30% delle designazioni di farmaci orfani sono classificati come innovativi. "Il Regolamento europeo in materia di farmaci orfani ha svolto pienamente il proprio ruolo, al di là delle nostre aspettative di 12 anni fa. Il Regolamento è un potente strumento per incentivare e concentrare gli investimenti nelle aree terapeutiche in cui le prospettive sui profitti degli investimenti non sono state sufficienti, in condizioni normali di mercato. Anche se questo non è sufficiente a rispondere alle enormi esigenze mediche dei pazienti affetti da malattie rare, ora sappiamo che i motori delle terapie per le malattie rare sono la coesistenza di associazioni di malati, di un registro di pazienti e di una rete europea di ricercatori o clinici: è il momento di pianificare meglio lo sviluppo dei farmaci attraverso la ricerca comunitaria e le politiche di sanità pubblica ", aggiunge Yann Le Cam, direttore generale di EURORDIS ed ex vicepresidente del COMP.

 

Sylvia & pillsInoltre, gli incentivi che sono stati stanziati dal Regolamento hanno avuto un impatto positivo sullo sviluppo dei farmaci e hanno contribuito ad accelerare i tempi di approvazione della domanda di commercializzazione. La consulenza scientifica (o protocollo sull'assistenza per i medicinali orfani), prevede la possibilità per gli sviluppatori di farmaci di ottimizzare i propri piani di ricerca e di sviluppo e di ridurre le incertezze sull’esito delle leggi.

 

Il Regolamento ha portato beneficio anche all'industria biotecnologica e alle piccole e medie imprese, che sono state in grado di attrarre capitale per far sì che i propri prodotti progrediscano dalla ricerca di base al letto del paziente (from the bench to the bedside), grazie agli incentivi economici e scientifici forniti dal Regolamento sui farmaci orfani. Il Regolamento ha rafforzato la capacità di innovazione dell’Unione Europea e la competitività dell'industria, creando contemporaneamente posti di lavoro ad alto valore aggiunto.

 

Allo stesso modo, gli sponsor che usufruiscono degli incentivi (riduzione o esenzione dalle imposte) per aver ottenuto una designazione di farmaco orfano per molte procedure regolamentari, come i protocolli di assistenza, la domanda di autorizzazione all'immissione in commercio e le attività post-autorizzazione presso l’Agenzia europea del farmaco. Inoltre, la domanda FDA / EMA per la designazione di farmaco orfano ha ridotto l'onere amministrativo.

 

Tuttavia, c'è ancora margine di miglioramento ed un chiaro bisogno di sviluppare più farmaci orfani per esigenze mediche ancora insoddisfatte. "Sessanta farmaci orfani per le circa 6.000-7.000 malattie rare stimate non sono evidentemente sufficienti. Le aziende produttrici potrebbero essere orientate verso aree in cui non ci sono trattamenti, al fine di concentrare i loro sforzi di ricerca ", afferma Fabrizia Bignami, direttore dello sviluppo terapeutico presso Eurordis. "Vi è anche un disperato bisogno di maggiore ricerca di base su quelle malattie per le quali non ci sono indagini in corso e nessun trattamento farmacologico all'orizzonte. Per questo motivo la raccolta di dati sull’utilizzo al di fuori delle indicazioni autorizzate (off-label) dei farmaci orfani approvati e di altri medicinali sarebbe utile ".

 

“Ogni anno, i farmaci per indicazioni frequenti vengono ritirati dal mercato perché hanno un brevetto scaduto (off-patent), non sono più redditizi e sono stati introdotti nuovi prodotti innovativi. Eppure, molti di questi farmaci hanno un utilizzo off-label validato dal punto di vista medico per le condizioni orfane, che sono salva vita o migliorano notevolmente la vita delle persone affette da queste patologie rare. Dobbiamo trovare il modo di individuare sistematicamente questi farmaci e studiare il loro utilizzo off-label, in modo che, nel caso in cui i risultati siano positivi, si può creare un ambiente più favorevole per mantenere il prodotto sul mercato", afferma Yann Le Cam. "Ci auguriamo che in futuro, l’Agenzia europea del farmaco svolga un ruolo chiave nell’individuare i divari nello sviluppo della medicina, come ad esempio l’analisi delle ragioni della sospensione dello sviluppo di farmaci orfani designati, e proporre azioni correttive”.

 

EMA 10 year OD RegulationUn’altra sfida importante rimane quella di tradurre le autorizzazioni alla commercializzazione in disponibilità reali per i pazienti in ogni Stato dell’Unione Europea. Un’indagine sulla disponibilità di farmaci, condotta da EURORDIS nel 2007, ha rivelato che la gran parte dei Paesi con minore popolazione soffre di maggiori ritardi nella disponibilità dei farmaci orfani e, nei Paesi in cui il PIL è più elevato il numero di farmaci effettivamente disponibili è molto ridotto.

 

“La sfida e la minaccia più grande resterà l’accesso equo per via del costo e della politica sanitaria nazionale che considera i farmaci in termini di bilancio invece che per il loro valore clinico aggiunto”, spiega Lesley Greene. “Questo a sua volta, potrebbe diventare un disincentivo per l’industria a perseguire la sfida dello sviluppo di farmaci orfani, tanto da ritornare alla situazione che esisteva due decenni fa”.

 

Questo è il motivo per il quale EURORDIS, l’industria e gli esponenti del mondo accademico si battono per ottenere valutazioni scientifiche comuni sul valore clinico aggiunto dei farmaci orfani, associate ai piani di gestione dei Benefit (raccolta delle attività di ricerca post marketing concordati dagli Stati membri) e alle politiche di prezzo condizionate al fine di armonizzare e accelerare le decisioni sui prezzi e il rimborso in tutti gli Stati membri. Insieme essi stanno sostenendo la creazione immediata di un gruppo di lavoro presso l’Agenzia europea del farmaco per queste attività dal preciso valore clinico aggiunto.

 

Per dirla con le parole di Lesley Greene: “Le soluzioni per le malattie rare non sono più solo nelle nostre menti, sono su carta e in marcia!”.

 

Per maggiori informazioni:

Annuncio della conferenza “10 anni del Regolamento sui farmaci orfani in Europa”, EMA, Gennaio 2010

10° Workshop EPPOSI sulla Collaborazione per lo sviluppo di terapie per le malattie rare – “10 anni dall’adozione del Regolamento europeo sui prodotti medicinali orfani: Cosa ci attende in futuro?”


Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta nell’edizione di Giugno 2010 della  newsletter di EURORDIS


Autore: Paloma Tejada
Traduttrice: Roberta Ruotolo
Fotos: © EURORDIS; Inserm/Benchoua, Alexandra; Inserm/Depardieu, Michel

Page created: 28/05/2010
Page last updated: 02/07/2010